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Buona Causa

Orario Santa Messa

Feriale: ore 07.30

Festivo: ore 07.30 - 10.30 - 17.30

Il Papa

VENDESI suolo Edificatorio mq 252 (Depressa) vicino alla villa, buon prezzo info: 347.5531973

Vino senza segreti

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Abbinare un vino e un piatto significa trovare la combinazione che esalta i sapori e la personalità di entrambi.

Il piacere di scegliere
La domanda arriva sempre puntuale: scelto il piatto, con che vino lo accompagno? Se ci troviamo al ristorante la scappatoia può essere offerta dall'aiutino chiesto al cameriere. Ma se il nostro orgoglio ci impone di decidere da soli, o ancora se anziché al ristorante ci troviamo a dover scegliere una bottiglia da portare a casa di amici, come possiamo comportarci? Il mondo dell'abbinamento rappresenta uno dei sentieri più insidiosi lungo i quali inerpicarsi. Anzitutto chiariamo cosa si intende per abbinamento. Abbinare un vino significa trovare fra vino e cibo un punto di equilibrio, in maniera che da questo matrimonio entrambi escano mantenendo la propria personalità, senza essere sminuiti dall'altro. Mai un vino troppo profumato e corposo su di un piatto delicato e leggero insomma, e viceversa.
Le regole e le eccezioni
Regola numero uno: impariamo a fidarci del nostro gusto, perché la componente soggettiva, il piacere personale che proviamo dinanzi a una certa accoppiata, gioca per forza di cose un ruolo importante. Regola numero due: non utilizziamo tuttavia il solo gusto personale per guidare la scelta, perché il piacere è una cosa, ma a livello tecnico è opportuno tenere conto di una serie di elementi. Innanzitutto, l'ordine in cui i vini vanno serviti: portare in tavola prima i vini meno alcolici, prima quelli da servire più freschi, prima i bianchi e poi i rossi. Regola che ha comunque le sue eccezioni, come lo spumante a fine cena. Altro luogo comune da sfatare è quello che vuole sul pesce il vino bianco e sulle carni il rosso. Vero in generale, ma va sempre tenuto conto della maniera in cui si prepara il piatto: una zuppa di pesce come ad esempio il cacciucco alla livornese, molto aromatico per la lunga cottura ma sopratutto con presenza di pomodoro, preferirà di sicuro un vino rosato o un rosso giovane rispetto a un qualsiasi bianco. E ancora, su di un petto di pollo, magari servito freddo in insalata, meglio senz'altro un bianco di buona struttura rispetto a un rosso anche giovane, che finirebbe comunque col sovrastarlo.

Giochi di sensazioni
In materia di abbinamento viene dall'Italia il sistema che ha fissato una serie di paletti utili a scovare il matrimonio perfetto. È il metodo detto "per concordanza e contrapposizione" che, nome a parte, ha un significato molto semplice: per avere equilibrio alcuni sensazioni del cibo richiedono analoghe sensazioni nel vino, mentre altre richiedono invece sensazioni opposte. Qualche esempio pratico. Su di un dolce è sempre preferibile un vino dolce, onde evitare che la sensazione zuccherina risulti ancor più marcata e la secchezza del vino idem (da qui un'altra cattiva abitudine da sfatare, ossia il brindisi con lo spumante secco accompagnato al dessert). Un piatto molto profumato richiederà altrettanta personalità olfattiva nel vino, mentre una preparazione dagli aromi leggeri vorrà la stessa delicatezza. Lo stesso vale per una persistenza gustativa forte, che lo stesso richiede nel bicchiere. Tutti esempi che giocano sull'analogia fra cibo e vino. Immaginiamo ora nel piatto una carne cotta al sangue, quindi piuttosto succulenta, magari condita con un filo di olio: per dare equilibrio al palato occorrerà un vino che tenda ad asciugarlo, quindi un rosso di buona tannicità. Una carne alla brace lascia sensazioni amarognole date dal tipo di cottura, che per essere addomesticate richiedono al vino una certa morbidezza ed alcolicità. Tutte scelte che giocano sulla contrapposizione delle sensazioni. Poi, inutile dirlo, il resto è dato da un po' di pratica e tanta curiosità nello sperimentare anche le accoppiate meno probabili. Sempre tenendo in considerazione l'esistenza di cibi che, per loro natura, risultano assolutamente inabbinabili a qualsiasi vino, come ad esempio: le preparazioni che vedono l'impiego di aceto e limone; i carciofi e i finocchi crudi, a causa della loro elevata tannicità (diverso se cotti, con possibilità di affiancare un bianco); la frutta in genere; il gelato.

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