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Buona Causa

Orario Santa Messa

Feriale: ore 07.30

Festivo: ore 07.30 - 10.30 - 17.30

Il Papa

VENDESI suolo Edificatorio mq 252 (Depressa) vicino alla villa, buon prezzo info: 347.5531973

Champagne

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Bollicine che passione!  

Spumanti e Champagne accompagnano con brio tanti momenti di allegra compagnia, dall'aperitivi ai party.

Champagne per brindare a un incontro, recitava una canzone di qualche anno fa. Ultimamente le "bollicine", non solo francesi, sono sempre più consumate nel nostro paese e, se il celebre cugino transalpino resta un classico delle grandi occasioni, i prodotti nostrani diventano sempre più di consumo quotidiano, soprattutto per il rito urbano dell'aperitivo.
Anche dal punto di vista della richiesta dei prodotti è stata fatta tanta strada, è sempre più raro infatti sentire ordinare un generico frizzantino mentre ai banconi di winebar, osterie e ai tavoli dei ristoranti è sempre più facile sentire parlare di metodo classico, charmat, Prosecco, Trento Doc, Franciacorta, brut e via dicendo. La stessa cosa avviene nella grande distribuzione dove sugli scaffali si moltiplicano le offerte di vini spumanti: come destreggiarsi allora tra le varie nomenclature? Intanto si può partire scegliendo vini provenienti da regioni specifiche e prodotti secondo metodi controllati, ossia i vini contrassegnati dalle denominazioni Doc e Docg, tenendo conto che le regioni storicamente più vocate per la produzione di vini spumanti in Italia sono la regione di Conegliano in Veneto (dove si produce il Prosecco Doc e il Cartizze Doc), la regione del Franciacorta in Lombardia (con l'omonimo Franciacorta Docg), la zona di Trento (con il Trento Doc) e la zona di Asti in Piemonte (conosciuta per lo spumante Asti Docg e il Brachetto Docg).

Questione di metodo
Un'altra importante distinzione deriva dal metodo di produzione degli spumanti che si riflette direttamente nelle caratteristiche del vino stesso. I grandi metodi sono due: il metodo champenoise e il metodo Charmat. Il metodo champenoise, detto anche metodo classico, è il metodo originariamente usato per la spumantizzazione dello champagne dal leggendario monaco benedettino Dom Perignon (vissuto tra il XVII e il XVIII secolo) ed è quello che si usa tuttora per gli champagne francesi. La caratteristica principale di questo metodo è la rifermentazione in bottiglia del vino che viene imbottigliato con lieviti, una piccola quantità di zuccheri e il liqueur d'expedicion (una miscela di liquori diversa per
ogni produttore). A livello di gusto questo si traduce in un vino complesso, ricco di sentori di crosta di pane, per via dei lieviti, e di odori terziari che ricordano la frutta sciroppata. I metodi classici riguardano vini assolutamente facili da bere e accattivanti nonostante la loro complessità, anche per via dello stupendo perlage (la dimensione delle bollicine). Gli spumanti italiani metodo classico sono i Franciacorta Docg e i Trento Doc.  Il metodo Charmat, o meglio Martinotti-Charmat, prende il nome da due enologi. Il primo, Federico Martinotti, piemontese, brevettò questo metodo per la produzione dello spumante Asti nel 1895, mentre Eugene Charmat, francese, realizzò e brevettò le attrezzature necessarie a produrlo nel 1910. Questo metodo fu ideato per spumantizzare vini aromatici senza perderne i delicati sentori, cosa che invece sarebbe successa con l'uso del metodo champenoise. I vini prodotti con questo metodo sono caratterizzati da profumi freschi e note spesso fruttate e floreali e hanno un corpo decisamente più leggero. Trovano tra i loro più noti esponenti i veneti Prosecco e i piemontesi Asti spumante e Brachetto.

Secco o dolce?
Un altro consiglio su quale sia il vino più adatto a noi ce lo può dare l'etichetta: su di essa compare infatti una dicitura che ci informa sulla quantità di zucchero presente del vino, e dunque sulla sua dolcezza. L'ordine delle diciture, dal più secco al più dolce, è il seguente: Brut Nature (o Dosage zero o Pas Dose), Extra Brut, Brut, Extra Dry (Extra Secco), Dry (Secco), Demi-sec (o Semi-secco) e Dolce. Ora che sappiamo qualcosa in più su come orientarci nella scelta delle nostre "bollicine" quello che ci serve sono alcuni consigli. Primo: gli spumanti in genere sono ottimi come aperitivi, i metodi classici sono però da provare anche a tutto pasto, specie se secchi. Secondo: servire lo spumante sempre in calici adatti, i migliori sono i flùte, alti e stretti, che valorizzano gli odori. Unica eccezione il Brachetto e l'Asti spumante, che prediligono una coppa più larga e bassa. Terzo: servire alla giusta temperatura, sia per non rovinare il perlage, sia per non degradare le caratteristiche organolettiche, circa sei-otto gradi. Quarto: godetevi l'allegria e il brio delle bollicine che corrono sul vostro palato!

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